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Oculoplastica

L’oculoplastica (o chirurgia oculoplastica) è una branca specialistica della chirurgia plastica e ricostruttiva e della chirurgia oftalmica che si occupa della diagnosi e del trattamento chirurgico delle strutture che circondano l’occhio.

Per chi è

L’oculoplastica può risolvere diversi problemi funzionali (ed estetici): ptosi palpebrale, ectropion, entropion, xantelasmi, calazio, trichiasi

L’oculoplastica è una branca specialistica della chirurgia plastica e ricostruttiva e della chirurgia oftalmica che si occupa della diagnosi e del trattamento chirurgico delle strutture che circondano l’occhio. In particolare, l’oculoplastica riguarda:

  • Palpebre
  • Orbita
  • Apparato lacrimale
  • Regione perioculare

In generale, il suo obiettivo è ripristinare la corretta funzionalità degli occhi e, quando necessario, anche l’armonia estetica dello sguardo: funzione ed estetica, in oculoplastica, sono quasi sempre strettamente collegate.

Più precisamente, vediamo ora quali problemi consente di risolvere l’oculoplastica e come.

 

Oculoplastica e calazio

Oculoplastica per il calazio

Il calazio è una massa dura sulla palpebra, causata dall’infiammazione delle ghiandole di Meibomio; queste ghiandole sono situate all’interno delle palpebre e producono lipidi essenziali (meibum) per formare e preservare lo strato esterno del film lacrimale, mantenendo l’occhio idratato e lubrificato.

 

È diverso dall’orzaiolo che è localizzato sul margine palpebrale ed è un’infezione più acuta e dolorosa.

I sintomi tipici del calazio

I sintomi più comuni del calazio sono:

  • Gonfiore e arrossamento delle palpebre
  • Fastidio, pesantezza o sensazione di avere qualcosa nell’occhio
  • Secrezione e infiammazione della congiuntiva

Però, se il calazio è grande, i sintomi possono essere più seri:

  • Visione offuscata, a causa della pressione sulla cornea
  • Riduzione del campo visivo, in caso di ptosi palpebrale
  • Irritazione oculare e sensibilità alla luce

La loro entità dipende dal grado d’infiammazione della ghiandola e dal numero di ghiandole coinvolte.

Inoltre, il calazio, quando è molto grande, può arrivare a causare la chiusura della palpebra.

La cause del calazio

Le cause del calazio possono essere diverse:

  • Dieta ricca di zuccheri, grassi saturi, insaccati, formaggi
  • Difetti visivi non corretti, soprattutto nei bambini
  • Blefarite (infiammazione dei bordi delle palpebre)
  • Alcune patologie (come diabete, dermatite seborroica, colite spastica), stress, squilibri ormonali, predisposizione genetica possono essere fattori predisponenti o scatenanti

Terapie mediche per il calazio

Spesso, le terapie mediche conservative rappresentano il primo approccio e risolvono il problema.

1. Impacchi caldi

È un trattamento spesso sottovalutato, ma efficace. Infatti, il calore scioglie il contenuto denso della ghiandola ostruita e favorisce il drenaggio spontaneo, riducendo l’infiammazione.

Vanno fatti 1–2 volte al giorno, per 10–15 minuti, con panno un pulito imbevuto di acqua calda. Subito dopo, è utile un delicato massaggio palpebrale, per aiutare il drenaggio.

2. Terapia farmacologica topica (colliri o pomate)

In caso di forte infiammazione, il medico può prescrivere farmaci antibiotici e/o cortisonici. In tal caso, il bordo della palpebra deve essere ben pulito, per mantenere liberi i dotti delle ghiandole di Meibomio.

3. Terapia farmacologica sistemica

Raramente (in caso di calazi multipli o recidivanti o in presenza di blefarite severa o rosacea oculare), possono essere prescritti antibiotici per via orale a basso dosaggio, soprattutto per il loro effetto antinfiammatorio sulle ghiandole di Meibomio.

4. Iniezione intralesionale di cortisone

In casi selezionati, il medico può proporre un’infiltrazione locale di corticosteroide direttamente nel calazio, per ridurre l’infiammazione, evitando la chirurgia. Però è un’opzione non sempre risolutiva.

Se il calazio non risponde alle terapie mediche conservative o è un caso severo, allora si prende in considerazione la chirurgia

Oculoplastica per il calazio

L’oculoplastica per il calazio è una procedura mini-invasiva e risolutiva. Deve però essere eseguita da un chirurgo esperto in oculoplastica, con ampia casistica specifica.

La chirurgia oculoplastica del calazio comincia con la preparazione della palpebra che viene disinfettata e stabilizzata con uno strumento apposito per evitare movimenti.

L’intervento – in anestesia locale e della durata di 10-15 minuti – consiste in una piccola incisione seguita da un raschiamento, detto courettage, con cui il chirurgo svuota il materiale infiammatorio e rimuove la capsula che mantiene il calazio (fondamentale per ridurre il rischio di recidiva).

Nella maggior parte dei casi, l’incisione viene praticata all’interno della palpebra, in modo da evitare cicatrici visibili.

In genere, non servono punti di sutura.

Cosa succede dopo l’intervento di oculoplastica

È uno degli interventi di oculoplastica più brevi e sicuri e il paziente torna a casa subito dopo.

Nel post-operatorio è normale che si presentino lievi gonfiori o ematomi, o una sensazione di fastidio o corpo estraneo. Sintomi che si risolvono in pochi giorni e sono facilmente controllabili grazie al collirio o pomata antibiotica/antinfiammatoria prescritta dal chirurgo.

Inoltre, occorre evitare trucco per alcuni giorni e fare impacchi freddi nelle prime 24 ore.

Il recupero è rapido e la palpebra torna gradualmente alla normalità.

In caso di calazi recidivanti o atipici, il tessuto rimosso può essere inviato per esame istologico, per escludere patologie più rare.

 

Oculoplastica e entropion

L’entropion è una patologia oculare in cui il margine della palpebra ruota verso l’interno dell’occhio. Questo fa sì che le ciglia vengano a contatto con la cornea: questo sfregamento causa notevole fastidio e compromette la superficie della cornea.

oculoplastica per l'entropion

I sintomi dell’entropion

I sintomi più comuni sono:

  • Arrossamento, bruciore
  • Lacrimazione
  • Sensazione di corpo estraneo
  • Costante chiusura involontaria delle palpebre
  • Sensibilità alla luce

Le cause dell’entropion

Le cause dell’entropion possono essere:

  • Di tipo congenito
  • Legate all’invecchiamento: indebolimento di muscoli, tendini e tessuti circostanti
  • Post-chirurgiche, dopo interventi agli occhi o alla palpebra
  • Paralisi del nervo facciale (es. dopo un ictus)
  • Contrazioni muscolari involontarie o cause meccaniche (es. tumori palpebrali)
  • Ustioni, traumi, infezioni croniche (es.: tracoma) o malattie autoimmuni (pemfigoide)

Terapie mediche per l’entropion

Le terapie mediche (colliri, pomate) alleviano i sintomi, ma non risolvono la causa.

Sono indicate solo per la prevenzione ed il trattamento della congiuntivite e della cheratite secondaria.

In alcuni casi, è possibile trattare l’entropion con la tossina botulinica.

Entropion e oculoplastica

Pertanto, l’unico trattamento contro l’entropion è la chirurgia oculoplastica, eseguito in anestesia locale ed in regime di day hospital (l’intervento dura circa 30-45 minuti).

La tecnica varia in base alla causa dell’entropion, ma i principi sono comuni.

  • Correzione del rilassamento palpebrale: il chirurgo rinforza i tessuti di sostegno, accorcia e stabilizza la palpebra, ripristinando il corretto equilibrio muscolare
  • Riposizionamento del bordo palpebrale: il chirurgo pratica piccole incisioni cutanee e suture mirate per far ruotare la palpebra verso l’esterno

Inoltre, in base al tipo di entropion, può essere necessario intervenire con altre tecniche, per esempio, per correggere cicatrici, praticare innesti cutanei…

Cosa succede dopo l’intervento di oculoplastica

Il paziente viene dimesso in giornata, dopo aver applicato un bendaggio leggero o un cerotto protettivo

Dopo un intervento di oculoplastica per entropion, è normale che si presentino gonfiore, piccoli lividi e un lieve fastidio palpebrale, che si risolvono in pochi giorni con l’ausilio di colliri o pomate antibiotiche.

Inoltre, è importante evitare sfregamenti e fare i controlli programmati col chirurgo.

I risultati dell’oculoplastica

L’oculoplastica per entropion consente di:

  • eliminare dolore e irritazione
  • proteggere la cornea
  • ridurre il rischio di infezioni
  • migliorare la qualità della visione
  • ripristinare un aspetto palpebrale naturale

Con un’alta percentuale di risoluzione definitiva.

 

Oculoplastica e ectropion

L’ectropion è il contrario dell’entropion: infatti, in questo caso, la palpebra inferiore è ruotata verso l’esterno e si allontana dal bulbo oculare.

Questo causa la perdita delle lacrime verso l’esterno (epifora) e quindi la mancanza della normale lubrificazione di congiuntiva e cornea. Ne conseguono diversi problemi:

  • Infiammazione secondaria e ispessimento della parte interna della palpebra
  • Conseguente peggioramento dello stesso ectropion
  • Insorgenza di problemi corneali
  • Nei casi più gravi, ulcerazioni e perforazione della cornea

oculoplastica per l'ectropion

I sintomi dell’ectropion

I sintomi dell’ectropion sono inizialmente assenti. Poi, in fase più avanzata, l’ectropion causa:

  • Lacrimazione, secchezza
  • Arrossamento, bruciore
  • Sensazione di corpo estraneo
  • Produzione di secrezioni

Le cause dell’ectropion

Le cause dell’ectropion possono essere:

  • Di tipo congenito
  • Legate all’avanzare dell’età (rilassamento di muscoli e tessuti palpebrali)
  • Legate alla paralisi del nervo facciale
  • Meccaniche (il peso di masse come tumori, calazi …)
  • Legate a retrazioni cicatriziali dovute a ustioni, traumi, malattie della pelle (es. malattie autoimmuni) o chirurgia palpebrale
  • Conseguenza dell’uso prolungato di certi colliri (specie per il glaucoma)

Terapie mediche per l’ectropion

Le terapie mediche sono indicate solo per la prevenzione ed il trattamento della congiuntivite e della cheratite secondaria. In attesa dell’intervento, determinati gel e pomate aiutano a limitare i danni alla cornea ed i sintomi dell’ectropion.

Ectropion e oculoplastica

L’unico trattamento contro l’ectropion è la chirurgia oculoplastica, eseguita in anestesia locale ed in regime di day hospital (durata: 30-60 minuti).

La tecnica viene scelta in base alla causa dell’ectropion.

  • Nell’ectropion senile, il chirurgo si focalizza soprattutto sul rilassamento dei tessuti: accorcia e rinforza i tessuti di sostegno, riposiziona la palpebra contro il bulbo oculare e ristabilisce la tensione corretta
  • Nel trattamento delle forme cicatriziali, possono essere necessari interventi per correggere le cicatrici, innesti cutanei o tecniche ricostruttive più complesse

Cosa succede dopo l’intervento di oculoplastica

Il paziente viene dimesso in giornata, dopo aver applicato un bendaggio leggero o un cerotto protettivo

Dopo un intervento di oculoplastica per entropion, è normale che si presentino gonfiore, piccoli lividi ed una sensazione di tensione palpebrale, che si risolvono in pochi giorni con l’ausilio di colliri o pomate lubrificanti e antibiotiche.

Inoltre, è importante proteggere l’occhio, evitare sfregamenti e fare i controlli programmati col chirurgo.

I risultati dell’oculoplastica in caso di ectropion

L’oculoplastica per ectropion permette di:

  • ridurre lacrimazione e irritazione
  • proteggere la superficie oculare
  • migliorare il comfort visivo
  • prevenire danni corneali
  • ripristinare una palpebra dall’aspetto naturale

 

Oculoplastica e trichiasi

La trichiasi è dovuta ad un alterato allineamento delle ciglia, che sfregano così contro il bubo oculare.

oculoplastica per la trichiasi

I sintomi della trichiasi

I sintomi della trichiasi sono:

  • Sensazione di corpo estraneo
  • Lacrimazione
  • Arrossamento
  • Brucione, prurito
  • Sensibilità alla luce

Le cause della trichiasi

Le cause della trichiasi sono spesso sconosciute. In genere, può essere causata da:

  • Infiammazioni croniche, come la blefarite
  • Cicatrici dovute a infezioni (come il tracoma)
  • Esiti post traumatici e post chirurgici
  • Malattie autoimmuni (come il pemfigoide)
  • Cause congenite, come la distichiasi (consiste in una seconda fila di ciglia)

Oculoplastica e terapie per la trichiasi

L’intervento si svolge in anestesia locale in regime ambulatoriale e dura circa 15-30 minuti.

L’obiettivo dell’oculoplastica in questo caso è eliminare in modo definitivo le ciglia che crescono nella direzione sbagliata. A tal fine, si agisce a diversi livelli:

  1. Rimozione delle ciglia anomale (con una specie di pinza)
  2. Distruzione selettiva del follicolo pilifero (per impedire la ricrescita delle ciglia), in genere, tramite elettrocoagulazione, radiofrequenza, laser. In alcuni casi, si usa la crioterapia (per trichiasi più estese; va eseguita con attenzione per evitare danni ai tessuti circostanti)
  3. Se la trichiasi è secondaria a entropion, cicatrici palpebrali o retrazioni, l’oculoplastica interviene sulla palpebra, correggendo la causa meccanica che indirizza male le ciglia.

Cosa succede dopo l’intervento di oculoplastica

Il paziente viene dimesso in giornata ed il recupero è rapido

Nel post-operatorio è possibile avere:

  • lieve arrossamento
  • gonfiore localizzato
  • sensazione di fastidio temporanea

facilmente risolvibili con il collirio o la pomata antibiotica prescritta dal chirurgo.

Inoltre, è importante evitare sfregamenti e fare i controlli programmati col chirurgo.

I risultati dell’oculoplastica in caso di trichiasi

L’oculoplastica per trichiasi permette di:

  • eliminare dolore e irritazione
  • proteggere la cornea
  • prevenire cicatrici corneali
  • migliorare la qualità della visione

 

Oculoplastica e ptosi palpebrale

La ptosi della palpebra è una patologia in cui una o entrambe le palpebre superiori sono abbassate rispetto alla norma. La palpebra va a coprire la pupilla, parzialmente o totalmente.

La ptosi palpebrale comporta l’incapacità di sollevare la palpebra superiore.

oculoplastica per ptosi palpebrale

I sintomi della ptosi

Il sintomo principale della ptosi è proprio l’aspetto della palpebra superiore, che riduce l’apertura oculare. Vi è difficoltà ad aprire gli occhi e una limitazione della visione.

Le cause della ptosi

Le cause della ptosi palpebrale possono essere:

  • Congenite (presenti dalla nascita) o acquisite
  • Dovute a problemi muscolari, nervosi, o meccanici

Scopri di più sulla ptosi palpebrale.

Oculoplastica per la ptosi palpebrale

L’unico trattamento della ptosi è l’oculoplastica; l’intervento – della durata di circa 45-60 minuti per occhio – è eseguito in anestesia locale in regime di day hospital.

L’obiettivo è ripristinare la corretta altezza della palpebra, permettendo all’occhio di aprirsi in modo naturale e funzionale. Ma la tecnica cambia in funzione delle cause e della funzionalità del muscolo elevatore.

La tecnica più utilizzata consiste nell’accorciare o rinforzare il muscolo elevatore, riportando la palpebra nella posizione corretta.

Quando invece la ptosi è dovuta a un allentamento del collegamento tra muscolo e palpebra (aponeurosi), si procede riposizionando l’aponeurosi.

Infine, nei casi di ptosi congenita o muscolo poco funzionante, la palpebra viene collegata al muscolo frontale e l’apertura dell’occhio avviene grazie al movimento della fronte.

Cosa succede dopo l’intervento di oculoplastica

Il paziente viene dimesso in giornata ed il recupero è rapido

Nel post-operatorio è possibile avere:

  • Gonfiore
  • Piccoli lividi
  • Sensazione di tensione palpebrale

facilmente risolvibili con il collirio o la pomata antibiotica prescritta dal chirurgo.

Inoltre, è importante evitare sfregamenti, fare impacchi freddi nei primi giorni e fare i controlli programmati col chirurgo.

I risultati dell’oculoplastica in caso di ptosi

Il miglioramento della visione è spesso immediato, mentre il risultato estetico si stabilizza gradualmente.

Più in dettaglio, l’oculoplastica per ptosi palpebrale consente di:

  • riaprire lo sguardo
  • migliorare il campo visivo
  • eliminare i compensi posturali
  • ridurre affaticamento e mal di testa
  • ottenere uno sguardo più fresco e naturale

Scopri di più sulla ptosi palpebrale e sulla sua diagnosi.

 

Oculoplastica e xantelasmi

Gli xantelasmi palpebrali sono:

  • placche giallastre
  • morbide al tatto
  • piatte o leggermente in rilievo

che possono presentarsi su una o entrambe le palpebre (o nelle aree circostanti), in particolare nella zona più vicina al naso.

oculoplastica per xantelasmi

I sintomi degli xantelasmi

Gli xantelasmi non causano né dolore né altri sintomi fisici, né interferiscono con la vista.

Sono, in sostanza, un problema principalmente estetico, anche se potrebbero essere un indicatore di dislipidemia (alti livelli di grassi nel sangue).

Possono variare da pochi millimetri a dimensioni maggiori e crescere nel tempo.

Le cause degli xantelasmi

Gli xantelasmi sono causati principalmente da accumuli di lipidi (grassi) sotto la pelle delle palpebre, associabili a diverse possibili cause:

  • Dislipidemie (colesterolo o trigliceridi alti)
  • Cause genetiche
  • Patologie come diabete, cirrosi biliare, ipotiroidismo
  • Stile di vita scorretto: alimentazione ricca di grassi, obesità
  • Età avanzata
  • Alcuni farmaci (estrogeni, corticosteroidi)

Terapie per gli xantelasmi

Esistono varie opzioni di trattamento conservativo:

Trattamenti laser (CO₂ o Er:YAG)

Il laser vaporizza selettivamente e progressivamente il tessuto contenente lipidi. Non sono necessarie suture.

Sono trattamenti indicati in caso di xantelasmi piccoli e superficiali e quando il paziente non vuole la chirurgia, ma non sempre rimuovono completamente e/o definitivamente la lesione.

Acido tricloroacetico – TCA

L’applicazione locale di TCA provoca la distruzione chimica controllata del tessuto.

È un trattamento indicato in caso di xantelasmi molto superficiali e lesioni di piccole dimensioni, ma è usato con molta cautela per i suoi possibili rischi (ustioni, cicatrici, alterazioni della pigmentazione, risultati meno prevedibili).

Crioterapia

La crioterapia distrugge il tessuto mediante freddo intenso, ma è poco usata sugli xantelasmi, per i possibili rischi associati (cicatrici, depigmentazione, danni funzionali).

Farmaci ipolipemizzanti

Questi farmaci (es.: statine) aiutano a controllare colesterolo e trigliceridi, riducono il rischio di nuove lesioni e possono limitare le recidive dopo il trattamento, ma non eliminano gli xantelasmi già presenti.

Infine, in alcuni casi si può decidere di non intervenire subito e monitorare l’evoluzione (lesioni piccole e che non creano disagio).

Oculoplastica per gli xantelasmi

L’oculoplastica per gli xantelasmi è un intervento svolto in anestesia locale, in regime di day hospital.

L’oculoplastico pratica una piccola incisione, quando possibile, nascosta nella piega naturale della palpebra per rendere la cicatrice invisibile; poi, rimuove lo xantelasma con estrema precisione.

Negli xantelasmi grandi, multipli e bilaterali, possono essere necessarie:

  • Tecniche di ricostruzione cutanea
  • Lembi locali
  • Approccio in più tempi

Cosa succede dopo l’intervento di oculoplastica

Il paziente viene dimesso subito ed il recupero è rapido

Nel post-operatorio è possibile avere:

  • Gonfiore
  • Piccoli lividi
  • Arrossamenti

facilmente risolvibili con la pomata antibiotica prescritta dal chirurgo.

Inoltre, è importante evitare sfregamenti, fare impacchi freddi nei primi giorni e fare i controlli programmati col chirurgo.

I risultati dell’oculoplastica in caso di xantelasmi

L’oculoplastica rimuove efficacemente le lesioni presenti, in modo stabile e duraturo, con cicatrici praticamente invisibili, ma non elimina la predisposizione metabolica.

È possibile quindi che gli xantelasmi si ripresentino. Per ridurre il rischio di recidiva è importante:

  • Controllare colesterolo e trigliceridi
  • Seguire eventuali indicazioni del medico curante

Mantenere uno stile di vita adeguato, specie

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Dr. Christophe Buratto, Chirurgo Plastico

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